Ho sposato un assassino

Data pubblicazione: 18 maggio 2017
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(Pubblicato sul quotidiano Secolo XIX)

Accade sempre più spesso. Donne più o meno giovani che pronunciano una frase del genere, se non ad alta voce, nella loro testa pochi attimi prima di smettere di pensare.

Ieri è stata una giornata importante e terribile. Tre di loro sono stati fermati e come spesso succede il loro arresto ha smascherato una normalità agghiacciante. Lui è biondo o moro, altezza e corporatura media, intorno ai quarant’anni, padre di famiglia e marito sorridente nelle foto di un matrimonio non poi così lontano. E tu? I carabinieri ti suonano alla porta oppure ti muovi verso la cameretta dei tuoi figli che hanno smesso di fare rumore. Non importa come, perché quando lo scoprirai sarà sempre troppo tardi per impedire alla tua vita di cambiare o di finire.

Carlo dopo aver tenuto in mano la gola sanguinante dei suoi figli si è fatto una doccia per lavarsi al meglio. Ha scavalcato i corpi esamini dei suoi famigliari ed è andato a tifare la nazionale, come ogni buon italiano. Fabiano ha vegliato il corpo di Alba per ore dopo averla massacrata di botte e l’assassino di Yara ha convissuto con un segreto per quasi quattro anni continuando ad accarezzare le teste dei suoi bambini e il volto di una moglie orgogliosa di lui.

E tu? Lo hai desiderato, hai lottato per averlo, ti sei ingelosita e sacrificata per lui. Gli hai dato dei figli o lo avresti fatto senza esitazioni perché quello che più desideravi era una vita tranquilla, una di quelle che si confonde e alla quale nessuno presta attenzione fino al giorno in cui il tuo sorriso, forse l’ultimo, inonderà le pagine di tutti i giornali.

E tu? Mentre resti esamine in un campo in una notte gelata o ti accasci sul pavimento della tua camera da letto trovi ancora la forza di dedicare il tuo ultimo pensiero agli altri, ai tuoi figli o ai tuoi genitori, mai a te stessa. Questa è la differenza tra lui e te.




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