Evidentemente dovevo morire!

La verità è che dovevo morire. Dovevo morire perché ho poco più di vent’anni e ho deciso di lasciare il mio fidanzato. Vi rendete conto? Prendere una decisione simile da sola, oggigiorno. Gliene avevo parlato, con calma. Non volevo certo farlo soffrire ma non potevo continuare a stare con una persona che non amavo più. Dicono che succeda. Lo dicono gli esperti. L’amore può finire anche quando hai giurato che sarebbe durato per sempre. Dicono anche che a vent’anni sia una cosa normale. Normale, certo. Potremmo parlare molto di cosa significhi normalità. È normale che un uomo di quasi trent’anni non regga al colpo? È normale che non accetti di essere lasciato? Non sopporti l’onta e la vergogna di un rifiuto? No. Non è normale. Ma lo diventa per chi è cresciuto pensando che essere maschio significhi qualcosa di diverso da quello che è. È normale se ti insegnano che essere maschio significa essere più forte, più rispettato, più aiutato. Rispetto a chi? Certo, rispetto alla femmina che ti sta vicino, quella che deve stare un passo indietro, guadagnare meno e soprattutto essere al tuo servizio. Ecco. Questo è normale. Per questo motivo sono stata punita. Perché mi hanno insegnato cose diverse. Mi hanno insegnato a sognare, ad aspirare a qualcosa di più, a desiderare di essere felice e a cavarmela da sola. È ovvio che quando ti innamori tante cose le metti da parte. Magari rinunci a fare una vacanza con le amiche per non farlo arrabbiare, o eviti di cercarti un lavoro troppo impegnativo perché se un domani diventerai mamma, dovrai avere tempo per i bambini. Ecco questo non me l’hanno proprio insegnato ma non so perché lo sento nell’aria. Nei commenti, nei modi di dire, nelle aspettative degli altri.
Non importa. Io ci ho pensato tanto e mi sono chiesta se fosse giusto rimanere accanto a qualcuno che non si ama più, non si desidera più, non si apprezza più. Non è cattiveria. Ho capito che non era giusto per me e nemmeno per lui che merita di trovare un altro amore, qualcuno che lo apprezzi, lo stimoli a diventare un uomo meraviglioso, che lo allontani da tutte quelle stupidaggini pericolose sull’essere o meno il capofamiglia, quello che porta i pantaloni, quello che lo ha sempre duro. Qualcuno che sveli il suo lato umano, tenero e rispettoso. Qualcuno lo renda felice perché io non ci riesco più. Io non posso più.
Ma cosa mi sono messa in testa? Sono solo una sciocca. Ho creduto di poter fare quello che volevo, di essere padrona delle mie scelte, della mia vita.
Non ricordo esattamente se questo me l’hanno insegnato però. Forse una volta a scuola, la professoressa ci aveva detto qualcosa di simile. Aveva parlato di parità di genere e di opportunità. Sì, aveva parlato anche di rispetto.
Forse erano tutte balle. Non credo ci sia la libertà, la parità o cazzate simili altrimenti non mi troverei qui a correre lungo una strada cosparsa di benzina mentre lui, quello che ce l’ha sempre duro, mi rincorre per darmi fuoco.
Mi brucerà viva. Sentirò la pelle scottare, ustionarsi. L’epidermide si carbonizzerà e così anche i tessuti sottostanti e quando la temperatura supererà i 44 gradi le proteine di cui sono fatta perderanno la loro struttura tridimensionale causando danni irreversibili. Tutto questo farà tanto male da impedirmi di svenire, così potrò godermi lo spettacolo.
Vorrei raccontarvi anche degli altri, quelli che sono passati e che mi hanno vista. Non si sono fermati. Perché avrebbero dovuto? Io sono sempre la piccola stronza che vuole lasciare uno di loro, sono la sgualdrina che vuole abbandonare il loro bambino. Ecco perché devo essere punita. Così loro torneranno nelle loro case, abbracceranno le loro fedeli mogli e i loro bellissimi figli e gli diranno che va tutto bene. Sì, ora va tutto bene. Io sono solo morta. Oggi. Perché evidentemente dovevo.

Autore Sara

Scrivere è il mio mondo, la mia cura, la mia follia. Scrivere è il privilegio di non essere me stessa, diventare qualcun altro per capire. In questo blog troverete tutto ciò che vedo, sento e ascolto, raccontato a modo mio. Scriverò, parlerò di scrittura e consiglierò qualcosa da leggere.

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