IO&TE

Questo racconto dovrebbe cominciare con te e tutto quello che sei. Quel muro che ho sfondato per accorgermi di avere a disposizione ancora tanto spazio. Il tuo. Tutto il rumore che hai portato nella mia vita che sembra essere diventato indispensabile per sentire il mondo. I tuoi passi incerti, la tua mano che tira la mia, i tuoi sorrisi, quelli di chi ancora si fida di tutto.

Questo racconto dovrebbe iniziare con me. Quella che odia il tempo che strappa i momenti, che si guarda allo specchio e scrolla la testa e ti stringe forte implorando Dio di lasciarti così.

Questa storia dovrebbe cominciare con noi. Una mamma e suo figlio. Un’avventura nuova per tutti e due. Io che sembro sempre appena arrivata e tu che sei padrone di tutto. Le mie ragioni, i miei tempi, le passioni che si fanno da parte in un attimo.

Eccoci qui, adesso. Ho appena segnato la tua altezza sul muro. Sei cresciuto. Mi siedo per terra, guardo quel piccolo segno che spinge verso l’alto e sorrido per nascondere tutte le mie paure. Quelle di un mondo, al quale ti ho donato, che ha l’abitudine di distruggere, fatto di persone che gridano per spiegarsi e di un’ingiustizia sottile di fronte alla quale facciamo spallucce se non ci riguarda da vicino. Ma la distanza è destinata ad accorciarsi sempre di più e così faccio come fai tu, salto su una sedia per mettermi in salvo.

Questa storia però continua con noi. Con una madre impaurita e un figlio che diventerà un uomo e l’uomo che sarai dipenderà anche da me e da quanto saprò proteggerti da un mondo che ti dirà che sei migliore solo perché sei maschio. Perdonami se non sarò sempre all’altezza ma la verità è che per insegnare bisogna aver prima imparato e questa è la lezione più dura perché io non sono diversa dagli altri. Io, in un mondo che ragiona in modo parziale ci sono nata e cresciuta. Io, i luoghi comuni e le frasi fatte li ho usati tutti. Mi sono piegata tante volte all’ingiustizia del giudizio superficiale o al pensare di non aver abbastanza armi per combattere una guerra da femmine. Sono stata spettatrice di scelte sbagliate, di umiliazioni considerate normali, di discriminazioni evidenti, solo perché lei era una donna. Mi sono indignata certo ma non ho aiutato a cambiare il sistema. Non l’ho fatto ieri e allora mi chiedo come posso aiutare te a essere diverso? A non venire risucchiato da quella legge folle che ti vorrà forte e capace senza averti davvero messo alla prova? Non è questo quello che voglio per te. Non è questo che voglio per me. Vorrei l’intelligenza per curare le tue debolezze senza nasconderle. Vorrei che tu non ti sentissi minacciato dalla forza delle donne ma ne fossi un complice e un ammiratore. Vorrei che tu ti sentissi un grande uomo grazie alle paure e debolezze di cui non ti vergogni. Vorrei che non ti servissero i soldi o una posizione sociale per farti sentire vivo o migliore. Vorrei che tu imparassi che l’umiltà serve a scoprire la grandezza degli altri e non ad aver paura dei propri limiti perché la consapevolezza di sé è sempre un punto di partenza e mai di arrivo. Vorrei sapertelo insegnare. Ci proverò.

Ora però corri a nasconderti che ti vengo a cercare.

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Autore Sara

Scrivere è il mio mondo, la mia cura, la mia follia. Scrivere è il privilegio di non essere me stessa, diventare qualcun altro per capire. In questo blog troverete tutto ciò che vedo, sento e ascolto, raccontato a modo mio. Scriverò, parlerò di scrittura e consiglierò qualcosa da leggere.

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